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Leggere a tre anni

Suggerimenti, consigli, scambio di opinioni in merito all'educazione dei nostri bambini

Moderatori: mariateresa, Lu

Re: Leggere a tre anni

Messaggioda cheti il 3 ott 2012, 11:32

MammaSole ha scritto:Doman ha studiato per molti anni (e ora continuano a farlo i figli) il recupero dei bambini cerebrolesi, il suo metodo però ha riscontri positivi anche per esempio nei bambini affetti da sindrome di down, al punto da raggiungere i livelli scolastici più alti, nonostante la società continui ad etichettarli "ritardati" (intendo dopo la laurea).
Il metodo lo trovo "interessante", non penso sia l'unico.

Non mi sono sentita spinta a leggere i testi di Doman, lo premetto perchè sia chiaro che non conosco nei dettagli il suo metodo. Posso dire cosa non mi ha spinto a comprare i suoi testi. Trovo interessantissimo il lavoro svolto con i bambini cerebrolesi e la necessità della ricerca di un metodo affinche "strutture mentali diverse" (mi auguro nessuno si possa sentire offeso da questa locuzione) raggiungano determinate efficienze quali la lettura per restare in tema. Non mi convince però il passo successivo: quello di "commercializzare" il metodo rendendolo appetibile ad un pubblico più vasto quello dei "normodotati" (e mi scuso ancora se urto la sensibilità di qualcuno) abbassandone l'età di riferimento: immagino che il metodo non sia stato a messo a punto con cerebrolesi di due-tre anni.

Mi incuriosice come opera l'intelligenza e come funziona la mente: sviluppo costruzione intelligenza, l'interazione fra corredo cromosomico e prodotti dell'attività costruttiva del sistema centrale nervoso del bambino, prodotti sui quali influisce in maniera predominante (anzichè il DNA) l'ambiente. E l'ambiente, per un bambino, siamo senza dubbio anche noi genitori.

Del metodo Doman non mi convince il puntare sulla "memoria visiva" nel caso di bambini con "struttura mentale consueta", ma nemmeno lo considero "dannoso"... c'è da dire che io sono una mamma che lavora e che il tempo che passo con i miei figli è limitato: nella scelta se "puntare" sull'insegnare a leggere (sfruttando la memoria poi) o altro ho scelto e scelgo altro... ma ribadisco, è una MIA scelta.. e quindi basata sul "mio mondo", percorsi di studi compresi, lungo i quali mi sono trovata ad "ammirare" "forme di intelligenza" diverse dalla "memoria" e/o "nozionismo".
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Re: Leggere a tre anni

Messaggioda cheti il 4 ott 2012, 5:53

Che poi scusate eh... fate finta che sto riflettendo fra me e me a "voce" alta... ma siamo sicuri che quando un bambino chiede "informazioni" circa una lettera e/o una parola scritta ci sta esprimendo il desiderio di "imparare a leggere"? Ci pensavo proprio stasera quando Valerio mi ha chiesto "cosa c'è scritto lì?" ed ho realizzato improvvisamente (forse proprio in relazione a questo post) che è una sua domanda ricorrente.... ma sapete che mai l'ho interpretata come "mamma guarda che io desidero imparare a leggere"... I bambini si trovano di fronte ad un "mondo sconosciuto" e fanno domande su tutto... passiamo vicino ad una ventola di un condizionatore e chiedono cosa è... e ovviamente rispondiamo ma non ci sfiora l'idea di cercare un metodo atto ad insegnar loro requisiti di fisica tecnica e il funzionamento di un condizionatore... così come quando si siedono al volante dell'auto... non realizziamo che ci sta chiedendo di imparare a guidare e soprattutto non ci sfiora l'idea di insegnarglielo...

E' un pensiero mio ricorrente (ricordate? sto riflettendo fra me e me a "voce" alta)... cercare sempre di distinguere i desideri dei figli da quelli miei magari dettati da un atavico velo di narcisismo genitoriale.

E scusate che sono pure andata un pò fuori tema!
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Re: Leggere a tre anni

Messaggioda MammaSole il 4 ott 2012, 6:47

Trovo interessantissimo il lavoro svolto con i bambini cerebrolesi e la necessità della ricerca di un metodo affinche "strutture mentali diverse" (mi auguro nessuno si possa sentire offeso da questa locuzione) raggiungano determinate efficienze quali la lettura per restare in tema. Non mi convince però il passo successivo: quello di "commercializzare" il metodo rendendolo appetibile ad un pubblico più vasto quello dei "normodotati" (e mi scuso ancora se urto la sensibilità di qualcuno) abbassandone l'età di riferimento: immagino che il metodo non sia stato a messo a punto con cerebrolesi di due-tre anni.

ho riportato il pezzo che mi sono persa il quote.

Tutte le ricerche per curare i cerebrolesi, nascono dallo studio dei normodotati, per questo viene "commercializzato" per così dire come metodo per tutti. La chiave che "cerca" è aggirare il sistema là dove si è rotto, sfruttando la plasticità del cervello, questo soprattutto nei primi anni di vita. L'insegnamento della lettura si basa sulla memoria fotografica, il processo di acquisizione non l'ho capito, forse fa' parte di quelle magie del cervello. Di Doman, non amo l'impostazione americanissima radicale del "o così o è finita" e dell'universalità del metodo, io sono più propensa all'adattabilità individuale, (penso ad un metodo "alla mamma di Lu"). Però è un metodo e come tale ha la sua impostazione. Sul fatto che i bambini chiedano spesso cosa è questo o cosa c'è scritto, pure io sono convinta che fà parte più della curiosità infantile che di desiderio di mettersi a leggere un libro... questo è un occasione da sfruttare se si vuole insegnare qualcosa.
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Re: Leggere a tre anni

Messaggioda gabriella tolotti il 4 ott 2012, 9:12

cheti ha scritto:Che poi scusate eh... fate finta che sto riflettendo fra me e me a "voce" alta... ma siamo sicuri che quando un bambino chiede "informazioni" circa una lettera e/o una parola scritta ci sta esprimendo il desiderio di "imparare a leggere"? Ci pensavo proprio stasera quando Valerio mi ha chiesto "cosa c'è scritto lì?" ed ho realizzato improvvisamente (forse proprio in relazione a questo post) che è una sua domanda ricorrente.... ma sapete che mai l'ho interpretata come "mamma guarda che io desidero imparare a leggere"... I bambini si trovano di fronte ad un "mondo sconosciuto" e fanno domande su tutto... passiamo vicino ad una ventola di un condizionatore e chiedono cosa è... e ovviamente rispondiamo ma non ci sfiora l'idea di cercare un metodo atto ad insegnar loro requisiti di fisica tecnica e il funzionamento di un condizionatore... così come quando si siedono al volante dell'auto... non realizziamo che ci sta chiedendo di imparare a guidare e soprattutto non ci sfiora l'idea di insegnarglielo...

E' un pensiero mio ricorrente (ricordate? sto riflettendo fra me e me a "voce" alta)... cercare sempre di distinguere i desideri dei figli da quelli miei magari dettati da un atavico velo di narcisismo genitoriale.

E scusate che sono pure andata un pò fuori tema!

Concordo...a Fabio per esempio non è mai importato una cippa di leggere un libro, non gli piace neanche che glieli legga io, se è per questo...per lui era una curiosità circa la "decodifica" di quello che vedeva. Voleva capire, e basta. Stessa curiosità applicata ai numeri, ma anche ad altre cose. Per la decodifica/lettura l'ho un po' aiutato, ma neanche tanto, poi è andato avanti da solo. Ora che ha imparato a leggere è passato alle lingue straniere, ha imparato, da solo sul computer cercando con google i numeri prima in giapponese poi in arabo, e spesso sente canzoncine o guarda cartoni in altre lingue. Non è interessato tanto ai contenuti (dei cartoni) quanto a decodificare la lingua che sente parlare. Quando siamo stati alle terme c'era un medico arabo, passando mentre Fabio disegnava in attesa del suo turno ha notato i numeri scritti in arabo, allora gli ha scritto il suo nome e tutto l'alfabeto. Se ne è venuto a casa tutto felice con il suo foglio, e ovviamente è diventato il suo dott. preferito.. Lui ha certo una mentalità scientifica, dell'aspetto letterario/umanistico gli importa poco o nulla.
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Re: Leggere a tre anni

Messaggioda cheti il 4 ott 2012, 10:24

gabriella tolotti ha scritto: Per la decodifica/lettura l'ho un po' aiutato...

E' anche vero che Fabio forse non lasciava altra scelta!
Ricordo Fabio al compleanno di Giulio dei tre anni... si aggirava ignorando tutti gli altri giochi tenendo stretta a se una manciata di lettere e numeri.. quelle del puzzle ad incastro... si aggirava di stanza in stanza dicendo "lettre mumberi.. lettre mumberi" :D.. ci siamo rivisti per la camminata a Camogli e di Fabio ricordo, oltre al buon passo ed altre cose, le domande rivolte a te: come si scrive la tot parola, come si scrive il tot numero".. ci siamo rivisti a casa nostra quando ero incinta di Valerio e lo ricordo mentre scriveva lettere e numeri su un foglio... l'ho rivisto a casa di Lorenza e dove l'ho trovato quando siamo entrati? :D sul divano con lettere o forse numeri (quelli dei tappetoni a terra) in mano! :D
Per lui è sempre stato , almeno così io credo, interesse predominante rispetto ad altri... nei miei bimbi non noto interessi spiccatamente predominanti su altri... hanno una curiosità anzichè di tipo "concentrata" di tipo "generalizzata".. non saprei come meglio esprirmi! :-)... e determinate scelte le ho fatte anche e soprattutto a partire dal loro modo di essere... avessi avuto un altro "tipo" di bambino avrei ovviamente fatto "altre" scelte.
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Re: Leggere a tre anni

Messaggioda gabriella tolotti il 4 ott 2012, 12:47

Ricordo che in quel periodo si era parlato di sindrome di Asperger, e io ero abbastanza preoccupata perchè avevo letto che tra i sintomi c'era anche questo interesse spropositato per lettere e numeri. Inoltre Fabio faceva fatica a socializzare, anche se le maestre della materna lo avevano catalogato solo come un bambino molto timido, ma io mi facevo mille films...
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Re: Leggere a tre anni

Messaggioda mariateresa il 4 ott 2012, 21:03

Il metodo è molto suggestivo e si basa sui presupposti dell'approccio "globale" alla lettoscrittura, cioè fotografo le parole come "immagini", come un tutto...ecco perchè la presentazione di varie categorie, a partire da quelle più vicine all'esperienza del bambino...in realtà non occorrerebbe comprare il kit, basterebbe etichettare la realtà circostante stampando i vari cartellini e poi seguire i suggerimenti del metodo. A 3 anni, dice Doman, le potenzialità cognitive del bambino sono superiori rispetto ai 6 anni, età in cui la scolarizzazione prevede canonicamente la lettura e la scrittura.
Francamente. però, l'approccio globale non mi entusiasma particolarmente perchè poi non è semplice per un bambino fare un passo indietro e smontare la parola per analizzarne i singoli fonemi, fonderli in sillabe ecc...
Una psicologa, esperta di dislessia/linguaggio ecc..ad un corso disse che il metodo globale va bene per parole "sensate", mentre di fronte alle "non parole" o parole strane/difficili (pensate a quelle di uso scientifico ad esempio) si può far fatica a leggerle.
Chi parte da un approccio analitico invece è abituato a costruire le parole "dal basso verso l'alto" quindi sarà in grado di leggere qualsiasi tipo di parola
Maria Teresa mamma di Antonio 05-02-07 (38 w) e Francesca 30-09-09 (24 w), peso g. 573. Dimessa il 19/02/10

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Re: Leggere a tre anni

Messaggioda gabriella tolotti il 4 ott 2012, 21:38

Un po' come gli ideogrammi dei cinesi insomma?
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Re: Leggere a tre anni

Messaggioda mariateresa il 8 ott 2012, 21:34

L'ideogramma è fatto di segni che, credo, in sè rappresentino in qualche modo un richiamo al "significato" hanno cioè una scrittura "analogica" (un pò come la S di serpente per un bambino è facile da memorizzare proprio per la sua forte attinenza alla forma di ciò che vuol significare).
La scrittura occidentale, invece, è fatta di segni che non hanno analogia con il significato, ma il metodo globale si rifà proprio alll'istintiva tendenza dell'uomo a percepire la realtà in modo "globale", a cercare una forma, a dare un senso alle cose (i presupposti si rifanno alla psicologia della Gestalt) e l'ideatore del metodo è Decroly (faccio un copia e incolla)
"Il globalismo di Decroly è il punto di partenza nel processo di apprendimento: il bambino coglie la realtà in tutti gli elementi con il concorso non solo della attività percettiva ma di quella emotiva, degli stati d'animo, dei suoi interessi; quindi, nel campo pratico dell'insegnamento, il metodo globale, applicato all'apprendimento della lettura e della scrittura, non si basa sull'analisi dei singoli elementi (vocali, sillabe) ma su intere frasi di senso compiuto".

In realtà, come dicevo, il metodo globale (detto anche analitico) è stato messo sotto accusa negli ultimi anni - soprattutto in merito a problemi di dislessia (legge 170) - di non favorire una salda acquisizione delle competenze di lettoscrittura rispetto a metodi più tradizionali di tipo sintetico: alfabetico, sillabico ecc...Questi risultano forse più meccanici all'inizio e il bambino ci metterà più tempo, forse, a leggere ma probabilmente si riveleranno più duraturi.
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Re: Leggere a tre anni

Messaggioda bliongames il 3 nov 2013, 16:51

Ciao,
io e mio marito utilizziamo il metodo di Glenn Doman per la lettura precoce e ci siamo trovati benissimo (nostra figlia ha cominciato a leggere le prime parole a 15 mesi). Abbiamo poi deciso di scrivere una app per i cellulari android per poter applicare il metodo Glenn Doman anche quando siamo fuori casa; è stato un grande successo. Se volete provare qui di seguito trovate il link (naturalmente è gratuita).

https://play.google.com/store/apps/details?id=com.blion.games.leggere&hl=it

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