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Alimentazione bimbo prematuro

Prof. Fabio Mosca - Direttore U.O. di Neonatologia e Terapia Intensiva Neonatale, Cattedra di Neonatologia-Università degli Studi di Milano Ospedale Maggiore Policlinico e Regina Elena-Fondazione IRCCS

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Alimentazione bimbo prematuro

Messaggioda italol il 12 apr 2008, 23:08

Ho un bimbo prematuro di 26 settimane, oggi ha 8 mesi reali, il mio problema è che mangia solo quando dorme, mentre da sveglio fa capricci e non mangia nulla..mi sapete dare un consiglio per risolvere il mio problema ??
Ho un bimbo prematuro di 26 settimane, oggi ha 8 mesi reali, il mio problema è che mangia solo quando dorme, mentre da sveglio fa capricci e non mangia nulla..mi sapete dare un consiglio per risolvere il mio problema ??
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Re: Alimentazione bimbo prematuro

Messaggioda fabio.mosca il 20 giu 2008, 14:24

Gentile mamma,
alimentarsi è un atto che si compie piu' volte nell'arco della giornata, spesso routinario, scontato, compiuto distrattamente, in concomitanza con altre azioni; labili sono i confini tra normalita' e patologia, sano e insano, giusto e ingiusto; non bisogna dimenticare che spesso i bambini comunicano i loro stati d'animo, le loro ansie e i loro dolori attraverso il cibo. Quest'ultimo, infatti talvolta si trasforma nell’unico o quasi strumento di comunicazione con le persone di riferimento e quindi principalmente con chi si occupa dell’accudimento, cioè la madre. Così non sempre l'inappetenza è una conseguenza di un cattivo stato di salute, ma il segnale di qualcosa d'altro che i piccoli vogliono lasciar trasparire. Il livello di appetito inoltre può essere una questione genetica, per cui può essere ereditato dai genitori. Quello delle difficolta' alimentari è un fenomeno in aumento che si manifesta sempre più precocemente; l'ipersensibilita' della mamma o la sua apprensivita' nei confronti del comportamento alimentare del bambino, maggiore se si tratta di un bimbo pretermine, creano un circolo vizioso che va capito ed aiutato. Le madri attente, come nel suo caso sono le prime ad accorgersi del problema e, preoccupate non esitano a chiedere un aiuto. Il consiglio è quello di parlarne inanzitutto con il suo pediatra di riferimento per valutare insieme a lui l’opportunità di rivolgersi ad un servizio di neuropsichiatria infantile.
Prof. Fabio Mosca
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