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Ancora lacrime

Annarita Piazza, psicoterapeuta studiosa di prematurità, Bologna

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Ancora lacrime

Messaggioda Liadan il 28 mag 2009, 13:29

Ieri parlavo con una amica di un'altro forum. Ha partorito il suo primo bambino verso quando sarebbe dovuto nascere Samuel e qualche settimana fa, ha avuto la seconda piccola. A termine entrambi, tutto bene. Ieri, su facebook, guardavo le foto della piccoloa e una mi ha colpita particolarmente. Sotto la foto, c'era la descrizione e diceva soltanto: "Nove minuti dopo il parto". C'era lei, sdraiata, con la piccolina sul petto che dormiva.
Mi è ventuo un tufo al cuore. Mi sono chiesta, cosa avrà provato?
Oggi gliel'ho chiesto e mi ha risposto:"a stessa emozione di quando ho preso hevan solo con un po' di consapevolezza in più".
Ho insistito, perchè malgrado sia stata fortunatissima tra le mamme di prematuri (samuel l'ho preso in braccio per la prima volta, che aveva una settimana, giusto di sfuggita). Ho perso non soltanto i primi minuti, ma i primi giorni di vita di mio figlio.
Mi sono salite le lacrime, mentre le facevo questa domanda. Al mio cioè, lei ha risposto "non la so spiegare a parole, è un'impennata emotiva fortissima"
Le ho ricordato che tutt'ora non so cosa sia e lei ha aggiunto: "io credo che l'emozione sia quella di prendere in braccio il proprio figlio la prima volta, di vederlo, toccarlo, annusarlo a prescindere da quando avviene"
Ma io penso che sia diverso. Quando lei ha potuto stringere i figli a se, loro erano ancora attaccati al cordone. Ancora nessuno li aveva stretti a sè, nessuno li aveva lavati o cambiati o messo il primo pannolino. Erano "puri", appena entrati nel mondo e oltre ai dolori normalissimi del parto, c'era l'imensa felicità di poterli stringere. Niente altro che interferisse.
Ma quando io ho stretto il mio bambino a me, lui era già passato in tante mani, aveva già sporcato tanti pannolini e sapevo di avere giusto cinque minuti prima di doverlo rimettere in incubatrice. Avevo passato 4 giorni in un ospedale lontano senza neanche poterlo vedere, ore in sale di attesa per potere soltanto accarezzargli la manina dentro l'incubatrice, senza potermelo baciare.
Quando ho preso Samuel in braccio, più che la felicità, ho provato la paura di star facendo qualcosa sbagliata. Dopo una settimana di lacrime, tensione, stress, dolori del cesareo, carezze con ogni secondo contato, perchè dovevo chiudere la culla se scendeva l'ossigeno, tristezza di non potermelo baciare nè abbracciare... ormai ce l'avevo in braccio ma sono riuscita a provare tutto tranne che pura felicità. E se gli facesse male uscire cosi dalla cula? E se i medici vedessero e rimproverassero l'infermiera? È dificilissimo spiegare cosa ho provato, ma penso che voi lo sappiate.
E tutt'ora, con le lacrime negli occhi, mi chiedo cosa sia poter tenere stretto a me il mio bambino appena uscito da me. Sono ancora traumatizzata dalla nascita prematura del mio più grande amore e piango ancora quei 4 giorni in cui non ha neppure potuto sentire la mia voce...
Liadan, mamma di Samuel, nato a 33+3, il 19/07/07, 1.960 Kg
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Re: Ancora lacrime

Messaggioda daniela250 il 5 giu 2009, 16:56

Cara Liadan,
dopo anni di inutili tentativi, fecondazioni assistite e le cure più varie, finalmente a una mia paziente è stata data in adozione una bambina di pochi mesi. Mi ha detto che quando l’ha presa in braccio è stata subito la sua bambina,in un attimo sia il suo “doloroso” prima, sia quello della bambina sono scomparsi.
Sono trascorsi quasi due anni da quei terribili 4 giorni d’ospedale, e immagino che Samuel sia cresciuto sano e bello e abbia riempito la tua vita di gioie e soddisfazioni, tuttavia tu “piangi” ancora quei 4 giorni e forse le lacrime ti offuscano la vista della possibile felicità che ti cresce sotto gli occhi.
Guarda il tuo bambino e chiediti se è allegro e sereno, se lo è, fa come lui e lascia andare il passato.
Un abbraccio Daniela
Daniela - Psicologa Psicoterapeuta
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